Pochissimo tempo fa parlavamo del ritorno del military chic, retaggio degli anni ‘80 quando le bellicose vicende del Vietnam e similari venivano esorcizzate dalla frivolezza della moda. Stile militare, dunque, che si rende visibile oltre che ad accessori, abiti e scarpe, anche dal cappotto più in voga nei mesi autunnali: il trench.
Nato dall’imitazione dell’impermeabile con cintura dato in dotazione all’esercito inglese, il suo nome deriva appunto da “trench coat”, letteralmente “cappotto da trincea”. Ha precise caratteristiche: tessuto in gabardine, sottogola, allacciatura a doppiopetto, mantella sulle spalle, maniche stringibili intorno ai polsi e lungo spacco posteriore chiudibile da un bottone.
Dopo la Prima Guerra mondiale, il trench entra nei negozi e comincia ad essere acquistato dalla gente comune sia per motivi di praticità che per quelli di costo: il trench, infatti, aveva un prezzo più abbordabile di un cappotto.
Manterrà a lungo il suo valore simbolico militare per diventare un capo di tendenza soprattutto dopo che molti attori lo indossarono nelle loro pellicole: fu lanciato da Humphrey Bogart in Casablanca diventando ben presto protagonista in ogni film noir. Nell’immaginario collettivo, in seguito, diventa più sofisticato e ultrachic passando attraverso la letteratura gialla e thriller (dal Tenente Sheridan al Tenente Colombo); per arrivare ai giorni nostri, in cui è indossato da chiunque, dai più giovani ai meno giovani, dall’artista all’uomo d’affari.
La paternità del trench sembra appartenere a Thomas Burberry, fondatore dell’omonima casa di moda, a cui nel 1901 venne commissionato dal Ministro della Guerra inglese il compito di produrre un capo a metà strada tra l’impermeabile tradizionale e il cappotto d’ordinanza.
Burberry crea, dunque, un capo unico che ha fatto la storia della moda. Il merito di tutto questo è, forse, della maison stessa che ha saputo negli anni apportarne le giuste modifiche per renderlo sempre capace di sottostare alle mutevolezze della modernità.
Nel 2009, addirittura, Burberry attua una nuova strategia per rendere il trench protagonista del web: nasce, infatti, “The Art of Trench”, una vera e propria piattaforma digitale dove gli utenti possono mettere in mostra il proprio trench Burberry condividendolo con gli altri. Il progetto è frutto della collaborazione tra Burberry e curatori di immagine leaders nel mondo. All’interno è possibile scambiarsi commenti e ottenere informazioni utili all’acquisto. Burberry invita tutti a inviare le proprie immagini e quelli degli amici che indossano un trench di loro produzione.
Un’iniziativa che sta al passo con la contemporaneità, rendendo il trench un must per ogni target di persona.
Ma perché lo stivale non passa mai di moda? Perché è sempre attuale? Apprezzato?
E’ l’era del Militar Chic dunque, con giacche seriose che si abbelliscono di preziose cinture per delineare meglio le forme del corpo e di maniche a sbuffo per addolcirne la portata, quanto basta insomma per sfrondarne la durezza e renderle adatte al dolce sesso. Si adattano anche le lunghezze delle maniche e i colli, che spesso troviamo bordati di pelliccia. In effetti è curioso accorgersi come la moda non segua fondamentalmente l’ascesa militare reale del mondo femminile di oggi, dato che sempre di più sono le donne che decidono di dedicare la propria vita ad un’arma; al contrario la passerella resta gelosamente ancorata all’idea di un mondo militare forzatamente maschile, facendo della storia il suo rifugio e continuando a trarre, seppure da ambiti diversi, i suoi spunti creativi.
Che potesse finire alla frutta il bellissimo 23enne Max Irons, rassicurato dal cognome e dalla aitanza fisica che lo accomuna al famoso padre Jeremy, probabilmente non ci aveva mai pensato, eppure quest anno la collezione autunno-inverno della casa di moda spagnola ha scelto lui come nuovo testimonial. Ragazzino dai tratti mascolini ma delicati, occhi da gatto e fisico asciutto e tonico, al suo attivo Max ha già film di tutto rispetto, ed uno è in uscita: si tratta della prossima versione cinematografica di Dorian Gray, una pellicola della Eagle Picture che sarà in Italia a fine Novembre, per la gioia degli appassionati di Oscar Wilde e del personaggio che ha fatto storia, nel bene o nel male.
La notizia interessante, non che l’attenzione per gli alimenti sani non lo sia, diventa ancora più ghiotta quando nella concezione dei G.A.S. entra anche un produttore di merce non esattamente commestibile.
Abbiamo già visto recentemente quanto la domanda nel campo del fashion style stia diventando più critica nei confronti delle aziende che propongono al pubblico i loro prodotti secondo lo standard di offerta tradizionale, la domanda diventa esigente e non compra quasi più solo per il marchio che l’oggetto rappresenta, ma ricerca in esso, e per esso, nuovi significati, spesso legati anche al rapporto qualità/prezzo o all’attenzione verso l’ambiente o altre tematiche etiche.