C’è già chi inneggia ad un ritorno modaiolo agli anni ’80 quando la guerra in Vietnam ed altri tristi episodi bellici venivano esorcizzati dai giovani del tempo con lo stile militare; quando le ragazzine facevano la corsa ai mercatini per trovare i giubbotti e gli anfibi ed abbinarli alle mini ed alle calze colorate.
La macchia verdone scuro si riempiva quindi di coriandoli di mille sfumature, e diventava una parte del tutto, integrata in un sistema di accessori e colori ove non riusciva a dominare e dove l’inventiva personale di applicazioni di fiori o di clips alleggeriva con un effetto brioso la portata del capo militare. Era un modo quello, gioioso e vitale, per dimostrare la resistenza di buoni sentimento nonostante tragedie come la guerra e per convincere il mondo che davvero si potessero “mettere i fiori nei cannoni”.
Quest’anno lo stile militare torna sulle passerelle, con i suoi colori ed i suoi tagli, ma non si tratta di un semplice ricorso storico, oggi il militare per fare tendenza punta in alto.
Le modelle delle sfilate autunno-inverno 2009-2010 non si vestono di casacconi informi e scarselle, ma prendono in prestito lo stile altezzoso e autoritario dei più grandi strateghi e dei ricchissimi zar, spostando la scelta a loro dai soldati semplici, un vero e proprio cambio di riferimento che rende il trend sofisticato e lascia l’idea della prima linea per valorizzare le tattiche d’ingegno.
E’ l’era del Militar Chic dunque, con giacche seriose che si abbelliscono di preziose cinture per delineare meglio le forme del corpo e di maniche a sbuffo per addolcirne la portata, quanto basta insomma per sfrondarne la durezza e renderle adatte al dolce sesso. Si adattano anche le lunghezze delle maniche e i colli, che spesso troviamo bordati di pelliccia. In effetti è curioso accorgersi come la moda non segua fondamentalmente l’ascesa militare reale del mondo femminile di oggi, dato che sempre di più sono le donne che decidono di dedicare la propria vita ad un’arma; al contrario la passerella resta gelosamente ancorata all’idea di un mondo militare forzatamente maschile, facendo della storia il suo rifugio e continuando a trarre, seppure da ambiti diversi, i suoi spunti creativi.
Da un punto di vista psicologico del resto, il military style può vantare di un grosso apprezzamento anche per la sua capacità di mantenere intatta serietà e sobria eleganza in ogni sua forma ed adattamento. Cappotti dalle linee dritte e di colori neutri come quelli militari possono ben intiepidire gli azzardi cromatici che eventualmente nascondono, allo stesso modo l’anfibio (che non rinuncia al tacco) regala un tocco di austerità al tubino corto.
Siamo certi che anche in questa veste la nuova miliraty girl si troverà a suo agio ed otterrà grossi consensi da un pubblico attento al fashion e sensibile ai cambiamenti della moda: non potrebbe essere altrimenti, dal momento che le più grosse marche (a partire da Kenzo e D&G) stanno già ripercorrendo questa strada a testa alta, ed i risultati sono a dir poco esorbitanti!



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