Timidamente già presente l’anno scorso ai piedi delle più audaci, quest’anno le cosi dette zeppe in sughero, rubano “la scena” a qualsiasi altro tipo calzatura. La loro versatilità, convince anche le acquirenti più scettiche, perché le forme, i materiali e i colori utilizzati sono davvero tanti. Già note negli anni Trenta, la zeppa aveva fatto furore ai piedi dell’attrice Carmen Miranda, che li utilizzava per slanciare l’esile figura. Proposte con la suola in sughero o di legno, il periodo bellico vide la loro maggiore diffusione, ma nel dopoguerra il New-look impose nuove tendenze, dobbiamo quindi aspettare la fine degli anni Sessanta per rivedere gli zatteroni tornare di moda.
Rilanciati da Roger Viver e Vivienne Westwood, ebbero il loro boom negli anni Settanta, periodo dove la moda proposta vedeva “l’esasperazione” di pantaloni a zampa d’elefante e gonnelloni a stampe che supportati da zeppe alte fino ai 15 cm, slanciavano le figure sie maschili che femminili. Già, perché la sostanziale differenza rispetto ai decenni precedenti, vede l’utilizzo degli zatteroni anche da parte degli uomini; Elton John e David Bowie su tutti, ma chi non ha impresso nella mente il gruppo dei Cugini di Campagna che “ostinatamente” ci propongono zeppe e zatteroni ancora oggi?
Nel corso dei decenni, queste calzature hanno subito modifiche e trasformazioni, adattandosi alle mode del periodo. Negli anni Novanta per esempio, con l’uscita del film “Evita”, Madonna ripropone la classica scarpa con zeppa degli anni Trenta e Quaranta e in concomitanza il gruppo inglese delle Spice Girls indossa le sneakers con zeppa adatte ad un pubblico di giovanissime.
Il plateau ovvero la forma pari della zeppa, aiuta le meno fortunate in altezza e allo stesso tempo non ha la scomodità del classico stiletto che costringe il piede in posizioni poco naturali.
Le proposte per l‘estate 2010 sono davvero molteplici e accattivanti: si va dalla semplice zeppa in sughero con lacci in pelle e in vernice, a modelli più ricercati con ricami e inserimento di strass e perline a forme più eleganti con pietre e Swarovsky che regalano al piede un tocco di importanza e unicità.
Questo tipo di calzatura, ha influenzato anche l’abbigliamento, ecco quindi il ritorno del jeans a campana e di abiti gipsy dalle stampe floreali accese, che ben si coniugano con modelli di scarpa alti e imponenti.
Il vintage ci ripropone vecchi modelli delle mamme, ora indossate anche dalle figlie, finalmente quindi una scarpa che mette d’accordo proprio tutte e non scontenta nessuna!
Fino a qualche anno fa l’acquisto di capi usati non era sicuramente un rischio per finire i soldi nel portafoglio, oggi invece quando si parla di usato si parla di vintage. E il prezzo dei capi sale. In Italia sono nati negli ultimi tempi tantissimi
qualche anno fa che riproponeva stili e abiti degli anni ’60. Una rivisitazione, s’intende, ma che lasciava tornare all’uso di stoffe e vestiti passati di moda, come i fuseaux strettissimi e le giacche con gli spallini degli anni ‘80 oppure i famosi pantaloni a zampa d’elefante che coprivano persino le scarpe mascherando zeppe e tacchi vertiginosi per le più piccoline, abbinati magari a maglie cortissime che scoprivano l’ombelico. Ma si potrebbe andare avanti all’infinito.
Saranno i tempi di crisi ormai sulla bocca di tutti, sarà che i saldi sono praticamente finiti, ma l’amore, le tendenze più strane, più vintage, più pazze per la moda, quelle restano, non c’è dubbio. La voglia di farsi notare, specialmente tra le donne non è una novità. Talvolta (spesso) si invidiano, per una borsa o un paio di peep-toe all’ultimo grido. Fatto sta che non sempre si può spendere e spandere, vuoi per una questione morale, vuoi solo perchè il portafoglio è quasi vuoto a fine mese.
Lo swapping tende a diventare perciò un’occasione di incontro senza metter mano al portafoglio, che finisce col diventare un aperitivo, o meglio un vero party. Spesso sono fatti tra amiche o conoscenti, a casa di qualcuno. Si portano le proprie cose, quelle che ormai sono “passate”, si beve un caffè, si mangia qualcosa, e poi…via allo swap! Il tutto senza spendere niente, ma rinnovando un po’ il look e lo stile. Molto vintage come idea, solo più nella cerchia di pochi, e quindi appunto tra amici. Ma non mancano neanche luoghi più grandi ,reali negozi, con personale e tutto quanto, che nascono come funghi in tutta Italia. Il criterio è molto simile ai classici negozi